La mostra

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Cartavetrata è un associazione culturale no-profit di San Martino di Lupari. Sin dalla sua nascita L’associazione, si è occupata di organizzare eventi che promuovono una visione, e una fruizione, dell’arte come elemento imprescindibile per creare cultura e socialità, un’ attitudine orientata anche a riqualificare spazi urbani e naturali dismessi e a rivalutare il patrimonio artistico del territorio. La nostra mission ha prodotto un risultato per certi versi inaspettato, in quanto la qualità dell’ offerta culturale è stata fortemente recepita e partecipata da un pubblico largo ed eterogeneo, che ha trovato nei nostri eventi una forma “nuova” di fruire e vivere la città. Mostre, concerti, laboratori, performance, sono state i progetti organizzati e promossi in questi anni per condividere questa intensa esperienza collettiva, con il focus sull’inclusività che l’ha sempre contraddistinto l’associazione.

Cartavetrata nutre dalle sue origini una particolare attenzione per la storia e il contenuto della collezione civica museo dedicata ad Umbro Apollonio, risultato di un appuntamento biennale che dal finire degli anni 60, si era andato affermando nella nostra città, portavoce del fermento dei movimenti dell’arte programmata, costruttivista, cinetica, e le sue evoluzioni successive.

Cartavetrata ha contribuito a promuovere con le sue attività culturali la conoscenza e la riscoperta di questa storia artistica, organizzando e realizzando all’interno del museo incontri con artisti, concerti di musica antica ed elettronica, laboratori d’arte, in collaborazione con l’amministrazione cittadina. La mostra internazionale INTERSEZIONI DIGITALI è il primo fondante capitolo del progetto ALTA PERCEZIONE su cui l’associazione raccoglie la sua sfida più grande: attivare una connessione con il passato artistico della città, per offrire un nuovo appuntamento biennale attraverso l’organizzazione di una serie di eventi che si propongono di creare esperienze percettive nell’arte di oggi.

Il presidente 

Mario Nardo

ennio

Dicebamus hesterna die1 [dove eravamo rimasti], potremmo dire anche noi dell’Associazione Cartavetrata riprendendo, dopo oltre tre decenni, quel fil rouge che aveva visto San Martino di Lupari protagonista della scena artistica internazionale grazie alle sue Biennali e alla partecipazione di alcuni dei migliori protagonisti del movimento dell’Arte Programmata e Cinetica2.

Consegnato alla storia dell’arte contemporanea questo straordinario movimento di artisti, che utilizzavano nelle loro creazioni bi-tridimensionali algoritmi geometrico matematici, ci proponiamo ora di mettere a fuoco l’evoluzione di quelle ricerche in chiave digitale e di estendere la nostra indagine alle sperimentazioni di algoritmi collegati alla biologia, alla neurobiologia, all’intelligenza artificiale e alla fisica delle particelle, condotte da alcuni artisti internazionali protagonisti della scena dell’arte dei nuovi media.

In questi trenta anni, infatti, si è prodotta una enorme trasformazione tecnologico-scientifica, in breve siamo entrati nell’Era Digitale. Quella cultura “elettronica”, cui faceva riferimento l’Almanacco Bompiani del 19623, attraverso gli scritti di Bruno Munari, Umberto Eco e Silvio Ceccato, ha subito negli ultimi decenni una enorme evoluzione.

Per artisti, musicisti, film-maker, designer e creativi in generale, sono stati messi a punto programmi che bypassano la gravosità della scrittura di codice, grazie a sofisticate interfacce grafiche e che consentono di elaborare immagini bidimensionali, produrre video utilizzando algoritmi generativi, creare animazioni realistiche, sorprendere con effetti speciali, includere la Realtà Aumentata o quella Mixata e infine entrare nel mondo parallelo della Realtà Virtuale. E’ nata così l’Arte Digitale, un nuovo universo di opere che non solo comprende qualsiasi lavoro che utilizza il computer come risorsa fondamentale del processo creativo, ma che si può mostrare ovunque, attraverso strumenti di visione ormai alla portata di tutti, come Smartphone, Tablet, Proiettori e Smart TV 4K, solo per citare gli apparati più comuni4.

Queste opere, per lo più in movimento, intersecano musica e danza, tendono ad includere in modo interattivo il pubblico, come nella migliore tradizione dell’arte cinetica; soprattutto sviluppano un dialogo sulla conoscenza, in cui gli artisti collaborano con le aree di frontiera delle scienze e delle tecnologie emergenti.

Quel movimento che avevamo lasciato alle prese con la matematica e la geometria, oggi lo ritroviamo impegnato in campi come la biologia, la neurobiologia, la robotica, le scienze fisiche, le tecnologie delle interfacce sperimentali (come la parola, il gesto, il riconoscimento facciale), l’intelligenza artificiale e la visualizzazione delle informazioni.

La grande mostra Intersezioni Digitali, ospitata nella Chiesa Storica di San Martino di Lupari dal 14 al 28 di ottobre, si propone appunto di presentare un ampio panorama delle migliori ricerche internazionali che si muovono in questa direzione.

Il curatore

Ennio Bianco

1 Luis de León

2 Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Edoardo Landi, Manfredo Massironi (questi già membri del Gruppo N padovano),Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francois Morellet, Marina Apollonio, Agostino Bonalumi, Grazia Varisco (già nel Gruppo T milanese), solo per citarne alcuni.

3 L’Almanacco Bompiani 1962, che è ancora possibile trovare in internet in versione .pdf, aveva come titolo. “Le applicazioni dei calcolatori elettronici alle scienze morali e alla letteratura”.

4 I cambiamenti tecnologici intervenuti nell’ambito degli apparati fisici (devices) sono numerosi: Smartphone, Smartwatch, Tablet, E-book, Lap top, Display HD, Projector e Smart TV 4K, Intelligent cameras, Stereoscopic display, Hololens & Holographic display, Wearable devices, Optical head-mounted display (OHMD) o Smart glasses, Immersive Multimedia Virtual Realty (CAVE), ecc..

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