Ozmotic @ MACUA

OZmotic@MACUA

Visioni elettroniche tra percezione e ambiente

28 febbraio 2016: un pomeriggio di arte e musica alla scoperta del Museo Civico d’Arte Contemporanea “Umbro Apollonio“ e dei suoni elettronici del gruppo Ozmotic.

Il concerto/performance di uno dei principali gruppi di musica elettronica europei composto da Stanislao Lesnoj (soprano sax, visual and electronics) e da SmZ (drums, objects and electronics) che hanno proposto il loro nuovo progetto AIREFFECT realizzato assieme all’artista austriaco Christian Fennesz nella splendida cornice del Museo Umbro Apollonio. Dietro ai musicisti le immagini realizzate con rigorose linee azzurre, punti che si uniscono creando strutture immaginarie e ambientazioni apparentemente usuali. Una percezione dello spazio che si apre su architetture in bilico tra mondi arcaici e virtuali e in dialogo con le opere esposte alle pareti del M.A.C.U.A., opere che nascevano con l’intendo di condurre lo spettatore verso nuove percezioni spazio temporali. L’idea di unire due momenti diversi ma affini nasce dalla relazione tra le opere presenti in questo meraviglioso museo veneto e il mondo audio visual dei due musicisti torinesi. Il Museo custodisce una tra le più importanti collezioni europee di arte programmata, concreta, ottico-cinetica e neo-costruttivista, con 160 opere di artisti che hanno partecipato, dal 1971 al 1990, alle storiche Biennali d’Arte contemporanea di San Martino di Lupari, tra i quali: Edoer Agostini, Marina Apollonio, Giuliana Balice, Agostino Bonalumi, Sara Campesan, Franco Costalonga, Hugo Demarco, Nato Frascà, H.Jorg Glattfelder, Franco Grignani, Gaetano Kanizsa, Attilio Marcolli, Marcello Morandini, Leonardo Mosso, Paolo Scirpa, Valter Valentini, oltre ai lavori dei gruppi storici quali il Gruppo N di Padova (con Biasi, Chiggio, Landi e Massironi), il G.R.A.V. di Parigi (con Le Parc, Garcia-Rossi, Morellet, Sobrino, Stein e Yvaraal), il Gruppo T di Milano (Varisco). Questa ricerca artistica, iniziata negli anni 60′ in questi anni sta ricevendo una definitiva e doverosa consacrazione ponendo la città di San Martino di Lupari come custode tutelare di un segmento fondamentale dell’arte contemporanea a livello internazionale.